Francesco Liotta è uno sviluppatore di videogiochi indipendente che pubblica le sue opere con l'etichetta CINIC Games, azienda da lui fondata nel 2015. CINIC Games produce giochi per PC e console, con una forte impronta artistica e narrativa.
Francesco ha recentemente iniziato a utilizzare Bernstein per proteggere i diritti di proprietà intellettuale della sua azienda e abbiamo colto l'occasione per approfondire la conoscenza del settore dei videogiochi e delle relative sfide.
Francesco, permettimi di iniziare chiedendoti come sta andando CINIC Games in questo periodo difficile?
Stiamo bene, grazie! CINIC Games è nata dall'esigenza di rompere il classico paradigma aziendale: fin dall'inizio abbiamo optato per una struttura aperta e flessibile, che permette a tutti i membri del team di lavorare da remoto senza una sede centrale fisica. Pertanto, non abbiamo dovuto riorganizzare le nostre attività durante il lockdown, poiché lo smart working era già una consuetudine. Siamo inoltre lieti di constatare che molte altre aziende di videogiochi stanno gradualmente adottando questa formula.
Qual è l'aspetto più gratificante della vostra attività?
Essendo un'azienda orientata al consumatore, la nostra esperienza più gratificante è sicuramente vedere gli utenti accogliere positivamente i nostri prodotti, come nel caso del nostro primo videogioco "The Wardrobe", che ha riscosso un successo virale sulle piattaforme social e di creazione di contenuti in Italia.
Un videogioco, pur essendo un prodotto commerciale, è innanzitutto un'espressione artistica. I suoi creatori affrontano lunghi cicli di sviluppo e inevitabilmente vi riversano la loro creatività e dedizione. Portare felicità ai giocatori è di gran lunga la soddisfazione e la ricompensa più grandi.
In che modo Bernstein aiuterà CINIC Games nelle sue attività? Quale sarà il caso d'uso più comune?
Bernstein ci aiuterà a diversi livelli. Sebbene la nostra esigenza principale sia quella di creare solide rivendicazioni di proprietà per tutti i beni di proprietà intellettuale all'interno dell'azienda, ci permetterà anche di stipulare accordi contrattuali migliori con dipendenti, collaboratori e qualsiasi altra terza parte con cui lavoriamo.
Grazie a Bernstein possiamo proteggere in modo completo tutti gli aspetti rilevanti del nostro lavoro. Saremo in grado di documentare tutte le fasi di creazione, implementazione e commercializzazione, dalle bozze iniziali e dagli script al prodotto finale. Possiamo utilizzare Bernstein per registrare qualsiasi tipo di risorsa digitale: grafica, codice, suoni, strategie di gioco, ecc., indipendentemente dal formato e dalle dimensioni del file. Apprezziamo molto lo spazio di archiviazione illimitato, crittografato e versionato offerto dall'account Bernstein.
Ci piace anche la comodità di ottenere un livello di protezione così elevato con sforzi e costi minimi. Per piccole aziende come la nostra, è fondamentale evitare gli oneri e le spese solitamente associati a un approccio tradizionale alla gestione della proprietà intellettuale.
In che modo pensate che la blockchain possa avvantaggiare innovatori e creativi? Qual è, secondo voi, il ruolo della proprietà intellettuale nel mondo digitale odierno?
Crediamo fermamente che la corretta attribuzione della paternità sia un aspetto centrale della moderna gestione della proprietà intellettuale. Questo tema e le questioni correlate sono per noi di fondamentale importanza.
Sfruttare la blockchain per ottenere una solida prova di esistenza e proprietà renderebbe l'attuazione di iniziative di cessazione e desistenza molto più efficace. Ora gli innovatori hanno accesso a questo registro globale e immutabile, e questo fatto fungerà anche da deterrente contro lo sfruttamento illegale e l'appropriazione indebita da parte di terzi.
Allo stesso tempo, la blockchain è anche un modo efficace e sicuro per rendere pubblico un elemento di conoscenza, consentendo un uso equo e la citazione.
Grazie, Francesco!


